28 aprile 2013

Via il tunnel!

Sta per arrivare una settimana calda, per non rischiare di trovare la verdura cotta prima ancora di coglierla ho preferito togliere il nylon dall'orto.
Posso dedicare solo pochi minuti per volta all'orto, per questo l'orto diventa uno stupendo caos!


Il galletto mugellese (notare come è cresciuto) mi osserva, aspetta che abbia finito di pacciamare per chiamare le sue pollastre a razzolare proprio dove ho seminato le carote ...c'è dei bellissimi vermetti lì sotto!!


La pacciamatura è fatta con il famoso carbone e la paglia.




25 aprile 2013

La liberazione dal male!

Quando si pensa al male si pensa a qualcosa che ci fa soffrire, a qualcosa che ci distrugge dentro e che non ci da speranza per il futuro. Il male invece è necessario, è qualcosa che c'è nella natura umana, ci da consapevolezza, ci mette i piedi per terra, ci fa capire che che non esiste gioia senza soffrire.
Le persone ottimiste sanno che quando finisce il male c'è sicuramente la rinascita, ma prima ci deve essere la liberazione dal male.
Non c'è liberazione senza combattere, la lotta fa parte delle persone ottimiste, che sono il motore dell'umanità.


L'annus horribilis è finito, finalmente le temperature medie e le precipitazioni sono nella media stagionale, anche se molti non l'apprezzano ...che "vadino" a vivere nel deserto del Gobi!!

La lotta fa parte degli ottimisti, dopo aver conosciuto il peggior male che può attaccare le api, l'astronave di Harlock parte per una battaglia (soprattutto psicologica) per sconfiggere il male.

Si riparte, come prima più di prima, all'uliveto sono arrivati tredici sciami nuovi ...tutti insieme, tutti messi nelle loro arnie.


Quì si fa sul serio, la battaglia "s'ha da vincere", dieci sciami sono stati portati da una ragazza meravigliosa, gli altri tre arrivano da un'azienda apistica nota.
Sto finendo di compilare i moduli per l'inizio attività, e tutto parte in una nuova dimensione, non più puro divertimento, ma sarà un futuro nella natura :)


07 aprile 2013

Produzione di carbone

Eccoci qui a riparlare di biochar.
Prima di tutto cos'è il biochar? ...è carbone prodotto attraverso la pirolisi di biomassa in assenza di ossigeno. 
Non sto a descrivere tutti i vantaggi che può dare al terreno il biochar, per questo vi rimando a blog più seri, tipo qui e qui.
Quello che voglio mostrare al "mondo" è il mio bidone per produrre carbone ...non so se definirlo biochar visto che non è prodotto totalmente in assenza di ossigeno.
Dopo "vari studi" utilizzando come fonte la rete, con l'aiuto dell'inesauribile Nicola, che con le sue tecniche sostenibili riesce a coinvolgere anche i più scettici tra i sostenitori dell'agricoltura tradizionale, sono arrivato alla mia versione, unica nella rete, per quanto ne so.
Come sempre i miei esperimenti partono dall'utilizzo di materiali di riciclo, o a basso costo, quindi fattibile per tutti.
Negli ultimi anni si è sollevato il problema dello smaltimento della biomassa ricavata dalle potature degli alberi da frutto e, per quanto riguarda la mia zona, soprattutto dell'olivo. Molti comuni hanno vietato l'utilizzo del fuoco senza però dare delle alternative valide per chi non ha troppi mezzi. Così si incentiva l'abbandono dei terreni con i relativi rischi derivanti da questa pratica. A mio avviso, i comuni dovrebbero organizzare un sistema di raccolta  "porta a porta", o meglio terreno a terreno, e sfruttare l'enorme potenziale energetico della potatura dell'olivo.
Nel mio piccolo provo e cerco di trovare nuove vie, questo esperimeno ha lo scopo di trovare nuove tecniche alternative al normale rogo, dispendioso e poco produttivo!!


Non spaventatevi, non è una centrale atomica, è una cosa semplice, più semplice e veloce di quello che può apparire! Per quanto riguarda l'efficacia, devo dire che mi ha deluso il risultato che ho ottenuto con le frasche dell'olivo, se devo dare un voto a questo scopo il risultato è insufficiente!!  mentre con legna asciutta, funziona perfettamente e il voto va da sufficiente a ottimo. Diciamo che bruciare brucia tutto, ma per considerarla pirolizzazione non deve uscire fumo dalla canna fumaria, con le sole ramaglie fresche, anche se di olivo, quindi molto infiammabili, si raggiunge questo risultato solo con l'aiuto di legna secca.
La potatura è composta per lo più da foglie e ramoscelli fini, i rami più grossi vengono ramagliati per poterli utilizzare nelle stufe e nei camini. Tutto questo frascame dell'olivo ha un potere calorico eccezionale, se fosse utilizzato interamente potrebbe dare un buon contributo energetico, visto che ce n'è tanto bisogno.

I materiali per costruirlo sono questi:
Un bidone da 55 galloni (220 l ) due tubi di ferro di diametro 50 mm e 3 m di lunghezza, un metro di canna fumaria in lamiera con diametro 14 cm. Sono necessari alcuni utensili da lavoro come saldatrice, trapano, smerigliatrice.

Il procedimento è questo: tagliare i due tubi di 3 metri con la smerigliatrice in quattro pezzi, in modo da avere otto tubi lunghi 75 cm l'uno.



Capovolgere il bidone e con una tazza di 51 mm fare otto fori lungo il perimetro.


Mettere il bidone in orizzontale e saldare uno ad uno i tubi tagliati precedentemente. Quando si salda, il tubo deve rimanere nella parte più bassa, così da non doverlo bloccare in altro modo per poterlo saldare.


  Saldare anche la parte superiore all'interno
.

Per quanto riguarda la canna fumaria, il sistema è quello di fare una stella con la smerigliatrice nel coperchio, piegando poi le punte in modo da rendere possibile il fissaggio alla canna fumaria con delle viti.


Dopo la prima sperimentazione ho deciso di fare alcune modifiche per migliorare l'ascesa dei gas sprigionati dalle biomasse.
Ho praticato dei fori sul fondo con una piccola tazza di 21 mm.


La differenza che si nota rispetto ad un normale pirolizzatore fatto artigianalmente con un bidone, sta sostanzialmente negli otto tubi che convogliano l'aria dal fondo; questo permette a l'aria di preriscaldarsi e di creare un tiraggio più efficace.

Qui sotto, un' immagine schematica di come avviene la pirolisi col sistema a doppio bidone, che sostanzialmente funziona come il sistema creato da me con i tubi.


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjZYt_3cwYEmVRAGYYTCWqx2trdhFpswYA4OXi98ZxypVmu1YTq57C2aNwIbzdekEGSiScH11xIoSlr_l5h26vsVdsjQHFaEdueGCj2Da6IHJVB8ysNnp_CJJ5kWVXWGClV4sdc/s1600/immagine_flusso-gas_elsa.JPG

 Come si può vedere dal video qui sotto, per ottenere una maggior potenza, ho sperimentato una canna fumaria molto più alta, improvvisata con una lamiera ondulata avvolta e bloccata con del fildiferro.

P.S. come si può notare, non si vede fumo!

10 febbraio 2013

L'acqua: punto di vista di Lillo!!


Sono qui per raccontarvi "l'acqua" dal mio punto di vista canino.
Prima di tutto voglio descrivervi il mio carattere: sono un cane irrequieto, mi piace farmi fotografare, ubbidisco solo quando mi va, ma capisco quando l'ho combinata grossa.

Parto col raccontarvi della situazione idrica dell'uliveto (qualcosa avrò preso dal mio padrone), in anni che abbiamo questo pezzo di terra le cose sono migliorate grazie al lungo e divertente lavoro  che abbiamo fatto (sempre dal mio punto di vista).
All'inizio era tutto pieno di rovi e l'acqua non c'era, poi abbiamo cominciato a raccogliere quella che viene dal cielo in tre cisterne da mille litri ...ma non bastava! Con il tempo abbiamo ripristinato un vecchio deposito in muratura, ma anche lì ci sono stati dei problemi di tenuta, fino a che non abbiamo deciso di metterci un telo di nylon all'interno.

Nel frattemo le cisterne si sono moltiplicate fino a creare dei grattacieli ...adesso si conta una scorta idrica di oltre 20.000 litri, ed inoltre è stato migliorato tutto il sistema di raccolta delle piogge ...si raccoglie l'acqua anche da sopra il cesso!!



Il mio padroncino ha portato l'acqua in tutti i punti strategici dell'uliveto, tutto funziona grazie alla forza di gravità.


Ma il pezzo migliore è il filtro, da quando c'è, posso bere l'acqua più limpida che abbia mai visto! certo non è potabile per voi essere umani, ma con qualche accorgimento potrebbe anche esserlo!!


Il filtro non è altro che una cisterna da mille litri tagliata nella sommità (tra l'altro la parte superiore è servita per fare il laghetto alle anatre). All'interno del filtro ci sono vari strati di materiale, a partire dal basso c'è: ghiaia, t.n.t., rena, t.n.t, carbone, t.n.t. e ancora rena. Nella sommità sono state piantate delle piantine di salice che servono sia per la fitodepurazione, sia per la produzione di vinchi per legare le viti. Adesso sembrano degli stecchi insignificanti, ma in estate, mi ha assicurato il mio padroncino, saranno degli arbusti con tutto il verde intorno!



Ci sono tre cisterne poste più in alto del filtro, l'acqua filtrata può andare dappertutto, ma viene utilizzata solo nella casina ...per l'irrigazione non viene filtrata. Funziona in modo automatico, cioè si riempie tramite una valvola con galleggiante posta in un recipiente ricavato da una tanica. La valvola la potete trovare in qualsiasi negozio di bricolage ...è quella che va nella scatola dello sciacquone. Così scritto sembra tutto semplice, ma è stato un lavoro faticoso e complesso, a cominciare dal trasporto del materiale; circa 13 ql di roba.

Oggi ho fatto molto arrabbiare il mio padroncino, lo stavo aiutando a far rientrare le galline nel pollaio, quando un paio di queste  si sono dileguate. Una gli ho fatto cambiare idea con le buone, l'altra è volata nel burroncino, a quel punto non ci ho visto più. Come dicevo nella descrizione del mio carattere, obbedisco solo quando mi va, nonostante le grida del padroncino, l'ho acchiappata e gliel'ho fatta pagare, adesso non scappa più!!
A quel punto avevo capito che l'avevo combinata grossa, ma l'istinto che è in me ha avuto il sopravvento.

03 febbraio 2013

Il progresso!

Mentre la Vanna Marchi della politica promette di restituire l'IMU, qui si assiste a quello che è considerato il progresso!!

Tutto quello che tocca l'uomo è destinato ad essere potenziato, ingrossato, plasmato, distrutto!!
Questo è evidente quando vedi  un'anatra acquistata da allevamento industriale, nata in un'incubatrice, come probabilmente tutte le sue progenitrici da generazioni. Queste perdono la cosa più bella e utile che c'è in ogni essere vivente: l'istinto.
L'istinto è quella cosa che fa muovere l'universo, senza istinto si estinguerebbero tutte le forme di vita animali della Terra.

 L'anatra muta, madre di questa creatura è riuscita a far fuori più della metà dei suoi piccoli schiacciandoli o rompendo l'uovo prima della fine della gestazione.
Gli unici tre anatroccoli che sono nati è grazie al mio aiuto!
C'è ancora un'anatra che sta covando, spero che riesca a far schiudere le sue 6 uova senza romperne nessuna.
Intanto nella fattoria, per la gioia del gallo, sono arrivate altre tre galline mugellesi.
Vengono dal solito pollaio delle altre, il proprietario me le ha cedute perché non può più tenerle libere ...hanno distrutto l'orto del vicino!


26 gennaio 2013

Ridotta come un colabrodo!

Gli entusiasmi per le realizzazioni di miglioramento logistico all'uliveto durano poco. Nel post precedente parlavamo di una bella realizzazione che poteva risolvere e migliorare la situazione per quanto riguarda l'orto, ma i facili entusiasmi da queste parti sono solo per i novelli agricoltori.


Ebbene siamo qui a cercar di capire che diavolo di uccello possa aver preso di mira la mia nuova serra. Subito dopo aver fatto il post sopra citato, qualche essere volatile si era intestardito nel forare il nylon per non so quale motivo. Ho riparato il grosso buco ed altri più piccoli con dello scotch trasparente, e sembrava finita lì, ma oggi la spiacevole sorpresa, ho trovato il nylon conciato come un colabrodo!! Buchi grossi come un pollo (e voi direte che centra il colabrodo?!) per tutta la lunghezza della serra. Per adesso l'ho riparata sembre con dello scotch, ma questo non regge molto a lungo, dovrò trovare una soluzione.

Non è che voglio che questo blog diventi un blog che parla solo di sventure, qui si deve parlare di sogni da realizzare per migliorare l'esistenza, per questo voglio parlare anche delle anatre che stanno covando, a breve, se tutto va bene potrò annunciare l'evento.
Ci siamo messi (sempre io e Lillo) a preparare un nuovo riparo per dare una casa a tutti gli abitanti del pollaio. È un po' la fotocopia dell'altro ...fatto con materiali di recupero!


14 gennaio 2013

Costruire una serra nel campo con poco!

Non pensate che il selvaggio Harlock vada in letargo, è un animale atipico, nell'inverno il suo cervello si scalda concentrandosi solo su una cosa: mettere in atto la difesa del suolo in cui vive contro ogni avversità climatica.

La battaglia si svolge in uno dei territori più vulnerabili al clima "del mondo", (a me sembra così) dove solo qualche temerario può scegliere di fare l'orto.
I mesi invernali sono caratterizzati da forti sbalzi termici, con giornate estremamente miti che possono sfiorare i 20 gradi ed altre con forti venti del nord che possono portare la temperatura velocemente sotto gli 0 gradi. In estate non piove MAI, ed i gradi possono arrivare a 40.

Il piano si concentra nell'allungare i mesi fertili anticipando le piantagioni autunnali e migliorando il sistema per l'irrigazione estiva.
È già pronta una piccola serra per le semine e le piantagioni, e stiamo (io e Lillo) aumentando le scorte di acqua piovana.

Adesso voglio mettervi in evidenza la tecnica di costruzione della serra, mentre per illustrare il sistema "dell'acquedotto" ci torneremo in futuro.

Innanzitutto la scelta del luogo dove costruirla è stata un'impresa niente male: il terreno è occupato quasi interamente da olivi, è terrazzato, quindi scosceso per la maggior parte. La scelta è stata fatta prendendo in considerazione la fertilità del terreno e la posizione logistica più adatta, e guarda caso il posto migliore è risultato essere quello dove c'era già un orto!!
Così  "l'orto furbo" diventa anche orto serra, o orto "serrato"!!

La conformazione del terreno in questo posto non è del tutto pianeggiante, ossia è pianeggiante l'aiuola, ma è troppo stretta per farci una serra. Quindi dopo un'attenta osservazione ho optato per coprire con la serra anche parte del livello superiore del terreno adiacente all'aiuola, lo scalino che si è formato potrà essere utile come appoggio per la vasetteria.

Le misure sono abbastanza obbligate, proprio per la conformazione del terreno e per le piante che ci sono intorno, per questo e altri motivi, sono stato costretto a utilizzare tondini di ferro da piegare a mio piacimento e non i tradizionali archi già forgiati per serra.
Per fare una serra di 12 m e larga 2,5 m, ho utilizzato 22 tondini lunghi 6 m, dello spessore di 10 mm. 13 sono stati piegati per fare l'arco e 8 per collegarli da cima a fondo in orizzontale, mentre uno è stato tagliato a metà per metterlo a puntello nel finale della serra.
I ferri ad arco sono stati fatti penetrare oltre mezzo metro nel terreno, poi li ho legati con del fildiferro a delle canaline (credo che si chiamino così)  da elettricista per non farli penetrare più in giù quando ci sarebbe stata la copertura. Tutta la struttura è stata bloccata semplicemente con del fildiferro; meglio sarebbe stato saldarli, ma all'uliveto non ho la corrente elettrica.
 Le canaline non le ho acquistate, le ho trovate nel terreno quando è diventato di mia proprietà, in questo caso sono state molto utili, ma si possono sostituire con delle tavolette di legno da carpenteria.


Sono stato fortunato ad avere queste canaline, perché per bloccare la copertura di nylon è stato molto più semplice, funzionano molto bene come contenitore per il terreno che ho utilizzato come zavorra.

Infine la porta: questa è venuta dalla mia soffitta ...non nel senso che l'ho tolta alla mia soffitta, ma era stata messa lì quando ho fatto dei lavori in casa alcuni anni fa.
Non è l'ideale per una porta in tamburato di legno stare all'aperto, ma a me non interessa se dura poco, tanto ce n'è un'altra :)

Anche per il bloccaggio di questa ho utilizzato due tubi di ferro che già avevo all'uliveto, questi li ho fatti penetrare nel terreno con una mazza per un'ottantina di cm, dopo di che ci ho avvitato il telaio della porta.

La copertura come ho già citato è di nylon specifico per serra, la misura che ho acquistato è un po' eccessiva, perché al consorzio non avevano la misura che mi occorreva: per questa serra bastava una larghezza di 6 m, mentre quella che ho utilizzato è di 8 m. Questo per dire che ho dovuto sborsare una decina di euro in più.


La spesa finale si aggira intorno ai 150 €, 100 per i ferri e 50 per il nylon.