Torno dalla mia prima mattinata di lavoro con Harlock.
Arriviamo in questa via del centro dove ancora resiste qualche stanzone con dentro i vecchi, inimitabili, tessitori pratesi.
- E' pieno di cinesi, mangiano a tutte le ore, passi la mattina alle nove e c' è già un puzzo... PREPARATI !
Si scende e l' aria è pulita, li tessitore ci aspettava sul marciapiede. Harlock :
- .... o che è stamani, non c'è la solita puzza.. -
- ICCHEEE, oggi un mangiano, c' hanno I' RAMADANNE !
30 marzo 2007
28 marzo 2007
Meeme : " L' Orco "
C'è questo edificio al centro dell'ultimo campo rimasto.
Il campo è racchiuso tra due strade. A sud, quello che tutti chiamano Lo Stradone, a nord quella che tutti chiamano La Stradina.
Lo Stradone lo devi prendere per forza, ovunque tu voglia andare. Se decidi di andare in Argentina, ecco che Lo Stradone ti piglia e a forza di rotonde, di rimbalzo, come un sasso lanciato nello stagno, ti fa atterrare ai piedi della scaletta dell'aereo, veloce come la saetta.
Altre volte il viaggio è di tipo gravitazionale. Le macchine come muli sanno dove andare e vanno, secondo principi di attrazione e repulsione. Con lentezza entrano nelle rotonde e da qui prendono nuovo slancio per arrivare alla Meta delle Mete, l'infallibile Centrone Commerciale.
La Stradina la prendi soltanto se sai che esiste, per provare l'ebbrezza di un salto nell'ultimo passato.
Va dal Nulla al Nulla, lungo un filarino di viti ben tenute, a sinistra, scendendo verso la casa di Gabriele.
A destra, l'ultimo campo rimasto.
Nell'ultimo campo rimasto si è combattuta una feroce battaglia, Bambini contro Orco.
Si deve certamente all'Orco l'esistenza dell'ultimo campo rimasto.
Lui vive al centro delle due strade, nell'edificio grigio.
L' edificio ha quattro lati tutti uguali; tre abbondano di finestre disadorne, mentre l'ultimo, che dà sullo Stradone, ha solo un enorme bocca blu aperta su un grande piazzale di brecciolino e erbacce. Le finestre sono abitate dalle sorellastre, l'officina è sua e anche il campo.
La prima volta che l'ho visto, era prima di Natale.
Stava tagliando i rami più bassi dell'abete che cresceva in un angolo del piazzale, fin dove, con l'aiuto di una sedia, riusciva ad arrivare. Alla fine del lavoro, aveva ottenuto un palo con un tettino verde in cima. Mi bastò questo a intuire perchè non avesse clienti.
Ci sarebbe da capire se il suo caratteraccio derivasse dall'essere un fallito o fosse antecedente e causa del tutto.
La seconda volta che l'ho visto, andava come un matto, stretto nella sua Pandina acquamarina metallizzata, lungo i bordi della Stradina, destra sinistra, sinistra destra.
L' idea era certo quella di spazzare via i Bambini dal territorio di cui era Padrone.
Io allora non sapevo che il miracolo di quel campo abbandonato fosse merito della sua incapacità di essere un uomo per bene, ciò un uomo in grado di moltiplicare il proprio grado di malessere, svendendo al profitto i propri tesori, tra i quali, tempo per meditare e spazio per vedere molto lontano dalla propria soglia.
Essendo un incapace, o un vagabondo, o un menefreghista o semplicemente uno a cui piaceva vivere tranquillo, aveva lasciato che nel caos circostante, il cuo campo rimanesse un'oasi incontaminata di pianura un tempo coltivata. Avrebbe potuto farlo fruttare, trasformandolo nel solito vivaio avvelenato o in un bel palazzone, che gli avrebbe tolto per sempre la vista delle colline.
Invece lì si trovano ancora i salci lungo il fosso, le viti arruffate e libere, il canneto, e qualche grosso albero, più un boschetto di alberi più volte abbattuti e sempre ributtati dal fondo.
Quel giorno che lui come un pazzo sembrava volerci decimare tirandoci sotto con la Panda, non sapevo che la sua rabbia in qualche modo fosse giusta, perchè il campo era suo.
- NON VOGLIO VEDERLI PIU' INTORNO A CASA MIA - urlò dal finestrino aperto a metà.
La mia amica che lo conosceva fece spallucce :
- Stai tranquilla, è un pazzo.... ( : - O ? )
Sarà, ma a me i pazzi piace rispettarli, spesso hanno pure ragione loro.
Comunque, sciami di Bambini, sempre di più, man mano che la notizia dell'esistenza di questo luogo magico si diffondeva, affluivano in pellegrinaggio e come cavallette colonizzavano gli alberi, costruendo scale, passaggi, tetti, salottini pensili, recinti.
Una sera al tramonto feci questa bellissima Foto, con la Costruzione al suo massimo splendore e loro mezzi nudi e felici penzolanti dai rami. Questa Foto è andata perduta.
Il giorno dopo, l' Orco scrollò l'albero grande e ne tagliò pezzi con la motosega, togliendogli la forma di nido. Il boschetto fu passato da una lama orizzontale all'altezza di un metro da terra.
Il canneto schiacciato come capelli al risveglio, il salcio annodato. Ne aveva Diritto.
Grazie,Orco, per essere esistito e aver fatto provare a mio figlio la gioia dell'infanzia libera.
Il campo è racchiuso tra due strade. A sud, quello che tutti chiamano Lo Stradone, a nord quella che tutti chiamano La Stradina.
Lo Stradone lo devi prendere per forza, ovunque tu voglia andare. Se decidi di andare in Argentina, ecco che Lo Stradone ti piglia e a forza di rotonde, di rimbalzo, come un sasso lanciato nello stagno, ti fa atterrare ai piedi della scaletta dell'aereo, veloce come la saetta.
Altre volte il viaggio è di tipo gravitazionale. Le macchine come muli sanno dove andare e vanno, secondo principi di attrazione e repulsione. Con lentezza entrano nelle rotonde e da qui prendono nuovo slancio per arrivare alla Meta delle Mete, l'infallibile Centrone Commerciale.
La Stradina la prendi soltanto se sai che esiste, per provare l'ebbrezza di un salto nell'ultimo passato.
Va dal Nulla al Nulla, lungo un filarino di viti ben tenute, a sinistra, scendendo verso la casa di Gabriele.
A destra, l'ultimo campo rimasto.
Nell'ultimo campo rimasto si è combattuta una feroce battaglia, Bambini contro Orco.
Si deve certamente all'Orco l'esistenza dell'ultimo campo rimasto.
Lui vive al centro delle due strade, nell'edificio grigio.
L' edificio ha quattro lati tutti uguali; tre abbondano di finestre disadorne, mentre l'ultimo, che dà sullo Stradone, ha solo un enorme bocca blu aperta su un grande piazzale di brecciolino e erbacce. Le finestre sono abitate dalle sorellastre, l'officina è sua e anche il campo.
La prima volta che l'ho visto, era prima di Natale.
Stava tagliando i rami più bassi dell'abete che cresceva in un angolo del piazzale, fin dove, con l'aiuto di una sedia, riusciva ad arrivare. Alla fine del lavoro, aveva ottenuto un palo con un tettino verde in cima. Mi bastò questo a intuire perchè non avesse clienti.
Ci sarebbe da capire se il suo caratteraccio derivasse dall'essere un fallito o fosse antecedente e causa del tutto.
La seconda volta che l'ho visto, andava come un matto, stretto nella sua Pandina acquamarina metallizzata, lungo i bordi della Stradina, destra sinistra, sinistra destra.
L' idea era certo quella di spazzare via i Bambini dal territorio di cui era Padrone.
Io allora non sapevo che il miracolo di quel campo abbandonato fosse merito della sua incapacità di essere un uomo per bene, ciò un uomo in grado di moltiplicare il proprio grado di malessere, svendendo al profitto i propri tesori, tra i quali, tempo per meditare e spazio per vedere molto lontano dalla propria soglia.
Essendo un incapace, o un vagabondo, o un menefreghista o semplicemente uno a cui piaceva vivere tranquillo, aveva lasciato che nel caos circostante, il cuo campo rimanesse un'oasi incontaminata di pianura un tempo coltivata. Avrebbe potuto farlo fruttare, trasformandolo nel solito vivaio avvelenato o in un bel palazzone, che gli avrebbe tolto per sempre la vista delle colline.
Invece lì si trovano ancora i salci lungo il fosso, le viti arruffate e libere, il canneto, e qualche grosso albero, più un boschetto di alberi più volte abbattuti e sempre ributtati dal fondo.
Quel giorno che lui come un pazzo sembrava volerci decimare tirandoci sotto con la Panda, non sapevo che la sua rabbia in qualche modo fosse giusta, perchè il campo era suo.
- NON VOGLIO VEDERLI PIU' INTORNO A CASA MIA - urlò dal finestrino aperto a metà.
La mia amica che lo conosceva fece spallucce :
- Stai tranquilla, è un pazzo.... ( : - O ? )
Sarà, ma a me i pazzi piace rispettarli, spesso hanno pure ragione loro.
Comunque, sciami di Bambini, sempre di più, man mano che la notizia dell'esistenza di questo luogo magico si diffondeva, affluivano in pellegrinaggio e come cavallette colonizzavano gli alberi, costruendo scale, passaggi, tetti, salottini pensili, recinti.
Una sera al tramonto feci questa bellissima Foto, con la Costruzione al suo massimo splendore e loro mezzi nudi e felici penzolanti dai rami. Questa Foto è andata perduta.
Il giorno dopo, l' Orco scrollò l'albero grande e ne tagliò pezzi con la motosega, togliendogli la forma di nido. Il boschetto fu passato da una lama orizzontale all'altezza di un metro da terra.
Il canneto schiacciato come capelli al risveglio, il salcio annodato. Ne aveva Diritto.
Grazie,Orco, per essere esistito e aver fatto provare a mio figlio la gioia dell'infanzia libera.
13 marzo 2007
Mi fai paura!!!
Mi fai paura!!!Sopravvissuto all'estinzione, questo povero rettile non si fida di quello che stiamo combinando noi umani.
09 marzo 2007
Stragi del sabato sera
Stanchezza, sonno e alcool, i motivi delle stragi del sabato sera possono essere questi, ma anche molti altri; macchine troppo potenti?
Perché se ti schianti in un muro a cento all'ora con una Panda non muori?
Sono state inutili le misure adottate negli ultimi anni, misure giuste: limiti di velocità, chiusura anticipata dei locali, patente a punti, abbassamento della soglia limite alcool.
Inutili a mio modesto parere perché nessuno li controlla; certo è più facile fare un verbale in pieno giorno, specialmente quando c'è queste belle giornatine di sole, ma la notte chi li controlla?
Per me devono intensificare i controlli di notte, a scapito di quelli fatti di giorno e i controlli vanno fatti anche all'interno dei locali, facendo rispettare le regole che già ci sono.
Perché se ti schianti in un muro a cento all'ora con una Panda non muori?
Sono state inutili le misure adottate negli ultimi anni, misure giuste: limiti di velocità, chiusura anticipata dei locali, patente a punti, abbassamento della soglia limite alcool.
Inutili a mio modesto parere perché nessuno li controlla; certo è più facile fare un verbale in pieno giorno, specialmente quando c'è queste belle giornatine di sole, ma la notte chi li controlla?
Per me devono intensificare i controlli di notte, a scapito di quelli fatti di giorno e i controlli vanno fatti anche all'interno dei locali, facendo rispettare le regole che già ci sono.
06 marzo 2007
De rerum spazzatura
Il gingillamento della settimana scorsa è consistito nel dotare il sottolavello del lavello in pietra ( sacrilegio ) di tre pattumiere, scelte con amore, però : - D
Già si faceva la raccolta differenziata, ma ora è ancor più differenziata, perchè l'organico va da sè, e anche le minutaglie riciclabili vanno da sè, così non dovete più stancarvi ad andare nello stanzino per buttare la cartina della cilingomma con le pubblicità dei supermercati.
Qui il riciclaggio inizia col non comprare le riviste da donna, che tanto non sortono nessun risultato, seminano normalità dove non può attecchire.
Il gingillamento consiste nel dividere tutto con attenzione e amorevole cura, quando voci di corridoio bene informate dicono che il Comune butti tutto nel calderone energetico, perchè fa fiamma.
Bene.....utopia, dammi la forza.
Magari smetto di guardare Iene, Report e simili, così ti dò una mano a sostenermi.
Però, non tutto è perduto!
L' organico rimane, con la sua simpatia!
Non avendo una concimaia davanti a casa, perchè in centro non è chic, si trasporta tutto in sacchettini di mater- bi all'uliveto.
E qui domenica è iniziata la pena.
E qui no, e lì no.... si è scelto il burroncino ( estremo confine del territorio )
Si è costruito il quadratone di legni incrociati ( ammortiziamo gli orrori )
Lì crescevano violette ed ellebori ( si è degradata una zona verde )
Si è rovesciato il sudiciume.
Signore, che bruttura. Ma BRUCIARLI NOO ???
Voglio dire, ci se n' ha una montagna di scarti organici, sai che quadratone di legni incrociati ci tocca costruire per raccoglierli tutti .
E se bruceremo per disperazione le frasche degli ulivi, che senso ha portarsi un Kilo di bucce di mandarini, tra l'altro trattate, da casa ?
Comune che butti tutto nel calderone, alla fine ti disprezzo, ma ti capisco.
Dal grande al piccolo alla fine i problemi son sempre quelli.
Come i pianeti intorno al Sole, e gli elettroni intorno al nucleo dell' atomo.
E non dirmi " te l'avevo detto ", ti ho forse chiesto una mano?
L' ho fatto con la febbre, il compostatore, sì, sono una grande donna : - )
E il terriccio tra 8 mesi è mio, non te ne dò nemmeno una palettatina.
22 febbraio 2007
TROPPO SOLE ? grazie per la password : - ) non te ne pentirai ; - )

Ti confesso il mio gingillamento del giorno, ma ti giuro, è durato soltanto quella mezzoretta necessaria, più il tempo necessario per immortalare il momento storico con la digitale.
Mentre tu ti avviavi al tuo triste destino, un rametto del melograno buttato là in un angolo si è fatto vedere in una luce diversa ( vedi l' abitudine a maneggiare gli strumenti? ) e tutto ciò che aveva priorità, dopo 1/4 di secolo è finito in fondo alla lista.
Mezz' ora è bastata a risolvere un tarlo di più lustri.
Le scheggine volavano sulla soglia di casa.
Fare un incastro perfetto, nè un millimetro in più, nè uno in meno...
La dirimpettaia suonava la stessa musica che suona da dieci anni, mai sentito niente di diverso provenire da quella finestra, pure oggi che aveva gli imbianchini in casa, ma non si vergogna ??
: - )
Che c'entra, anch'io piango a sentire Lisa dagli occhi blu, senza la treccia la stessa non sei più, ecc. ecc... ma dietro i DOPPI VETRI !!!
Così allegramente pensavo mentre facevo la punta al naso di Pinocchio che stava seduto accanto a me e aspettava con fiducia.
Sa che sono cambiata.
Che non si va più a Collodi a comprarne uno fatto in Cina.
Mentre tu ti avviavi al tuo triste destino, un rametto del melograno buttato là in un angolo si è fatto vedere in una luce diversa ( vedi l' abitudine a maneggiare gli strumenti? ) e tutto ciò che aveva priorità, dopo 1/4 di secolo è finito in fondo alla lista.
Mezz' ora è bastata a risolvere un tarlo di più lustri.
Le scheggine volavano sulla soglia di casa.
Fare un incastro perfetto, nè un millimetro in più, nè uno in meno...
La dirimpettaia suonava la stessa musica che suona da dieci anni, mai sentito niente di diverso provenire da quella finestra, pure oggi che aveva gli imbianchini in casa, ma non si vergogna ??
: - )
Che c'entra, anch'io piango a sentire Lisa dagli occhi blu, senza la treccia la stessa non sei più, ecc. ecc... ma dietro i DOPPI VETRI !!!
Così allegramente pensavo mentre facevo la punta al naso di Pinocchio che stava seduto accanto a me e aspettava con fiducia.
Sa che sono cambiata.
Che non si va più a Collodi a comprarne uno fatto in Cina.
Che non si pensa più, " dove si compra ", ma " IO CE LA POSSO FARE DA ME ? "
Che le cose rotte e aggiustate con amore, saranno più belle che nuove, perchè l'imperfezione è BELLA.
E' LIBERTA' di rompersi ancora.
Dopo Bobby Solo la finestra ha suonato " C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones...." e Pinocchio m' ha guardato strano: se avesse potuto parlare, m' avrebbe detto che gli pareva che quella canzone fosse ancora in classifica quando aveva perso il naso.
Dopo, l' ho abbracciato, sembrava proprio un bambino vero, con le sue braccine d'elastico un pò allentate. Gli ho fatto qualche foto, perchè quando siamo felici siamo più belli.
Che le cose rotte e aggiustate con amore, saranno più belle che nuove, perchè l'imperfezione è BELLA.
E' LIBERTA' di rompersi ancora.
Dopo Bobby Solo la finestra ha suonato " C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones...." e Pinocchio m' ha guardato strano: se avesse potuto parlare, m' avrebbe detto che gli pareva che quella canzone fosse ancora in classifica quando aveva perso il naso.
Dopo, l' ho abbracciato, sembrava proprio un bambino vero, con le sue braccine d'elastico un pò allentate. Gli ho fatto qualche foto, perchè quando siamo felici siamo più belli.
Lo sapevi che non ero normale
Meeme
08 febbraio 2007
Senza Sole
Una vita senza Sole, partire la la mattina all'alba e tornare la sera dopo il tramonto,
vedere tutto il giorno solo fili, stoffa e telai.
Vivere sotto la luce artificiale di lampade al neon, con tappi per le orecchie e a volte anche mascherine per non respirare la polvere.
Questa non è la vita che sognavo da piccolo, quando ero sudicio e povero, ma libero e aspirante felice.
Ma a che cosa serve tutta questa tecnologia, tutte queste macchine se viviamo sempre più prigionieri della vita?
Mi sono rotto.....
vedere tutto il giorno solo fili, stoffa e telai.
Vivere sotto la luce artificiale di lampade al neon, con tappi per le orecchie e a volte anche mascherine per non respirare la polvere.
Questa non è la vita che sognavo da piccolo, quando ero sudicio e povero, ma libero e aspirante felice.
Ma a che cosa serve tutta questa tecnologia, tutte queste macchine se viviamo sempre più prigionieri della vita?
Mi sono rotto.....
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