05 aprile 2008

L'anima

In fondo all'anima esiste un mondo da scoprire, un mondo che può essere scoperto solo con una profonda analisi, con una profonda conoscenza di noi stessi.
Non so perché scrivo, in fondo è la cosa che so fare peggio, si lo so sono migliorato molto grazie a internet, e pensare che prima del computer dopo la scuola media non avevo mai scritto più di qualche riga in qua e là senza senso.
La valutazione finale di lettere alle scuole medie diceva così: permangono difficoltà espressive sia nelle prove orali che scritte...i risultati sono quindi nettamente insufficenti.
Forse ritenevo più importante imparare altre cose .
La mia sete di conoscenza mi portava a scoprire cose più meccaniche, non c'erano cose intorno a me di cui non conoscessi il meccanismo di funzionamento.
Ricordo che all'età di dieci anni sapevo smontare rimontare e far ripartire un motorino.
Sono cresciuto senza giocattoli, i miei genitori non potevano regalarmeli, ero il più piccolo di cinque figli e con mio padre manovale non avanzavano soldi per cose inutili.
Abitavo in una vecchia casa colonica, amavo la vita di campagna, ma allo stesso tempo mi sentivo emarginato dai miei compagni di scuola delle elementari, mi guardavano con la puzza sotto il naso, come se fossi un contagiatore di malattie infettive.
In effetti non ero vestito molto bene , spesso avevo pantaloni rattoppati e maglie rammendate, a quei tempi noi non buttavamo via niente, mia madre non vedente rifaceva a maglia con i ferri la parte inferiore dei calzini perché per metà erano ancora buoni. I miei vestiti migliori erano quelli che la mia maestra mi portava con tanto amore e forse con un po' di compassione, erano vestiti usati di sua figlia o di suo nipote, ma a me sembravano nuovi.
Quando mio padre morì non avevo ancora finito undici anni, quel giorno ero a giocare da un mio amico non lontano da casa mia.
Mio padre era stato ricoverato la notte prima perché non stava molto bene, pensava di aver fatto indigestione di loti, ma purtroppo si trattava di un infarto.
E' stato un trauma per me; volevo molto bene a mio padre, aveva un certo carisma, un uomo tranquillo, molto buono, persino troppo. Perdere un genitore da bambini lascia un segno indelebile che ci accompagna tutta la vita.

L'anima non può esistere se la ignori, l'antagonista dell'anima è il denaro; chi pensa soltanto a fare soldi non può avere un'anima.
Un'anima ce l'ha chi non rinnega il proprio passato, chi sa vedersi dentro senza maschere, chi trasmette agli altri sincerità e valori umani tramandati da generazioni.

Ogni mattina quando mi alzo, penso che milioni di persone con un'anima sono prigioniere di altrettante persone che un'anima non ce l'hanno.
La linfa della vita è un'anima condivisa; quando puoi condividerla con l'amore fisico è il punto massimo del piacere umano.

3 commenti:

Minimegamondo ha detto...

Penso che la scuola talvolta si limiti a valutare la superficialità delle persone. Ripete bene la lezione o non la ripete. È "allineato" (al livello della classe, alle regole, etc.) o non lo è. Poco importa il perchè lo sia o meno.
I bambini imparano fin troppo presto a perdere la loro "innocenza" per adeguarsi ad un mondo dove l'aspetto interiore di noi stessi deve essere nascosto, o rimosso, per far posto ai "veri" valori della società moderna: ipocrisia, consumismo, arrivismo, potere.
Bisogna diventare furbi, svicolare, barare perchè altrimenti non si arriva da nessuna parte, si rimane indietro ...
Non voglio allevare dei figli secondo questi valori ... sarà dura da fargliela capire, speriamo che un giorno apprezzino.
Il matto

Harlock ha detto...

Certe volte mi chiedo se è giusto far crescere un bambino in un modo così innaturale come la società moderna impone.
Il sapere è una cosa meravigliosa, ma non tutto il sapere si impara a scuola; penso che un uomo che non ha un vero contatto con la natura , non ha la vera percezione della vita.

Vedrai che apprezzeranno:-)

equipaje ha detto...

Grazie per questo lungo racconto di presentazione.
A presto