05 novembre 2012
La mantide nella rete!
Con la raccolta delle olive si è conclusa una stagione da dimenticare, la siccità in questo angolo di mondo ha fatto il suo corso.
Adesso piove come non mi ricordavo più, non si vedevano i fiumi pieni dal marzo del 2011.
Il dieci per cento è la quantita di olio che ho fatto rispetto all'anno passato, solo 31 kg. Il 9,5 è la resa di olio in percentuale su 335 kg di olive, record assoluto negativo.
Ci sarebbero altre olive da raccogliere, ma la mantide mi dice che le olive si raccolgono solo se ne vale la pena, altrimenti rimangono lì!
28 ottobre 2012
Sidro e succo di mela
Il vicino di casa ha delle piccole mele e non sa cosa farci!
Vado nel bosco a raccoglire i marroni e riporto a casa uno zainetto pieno di mele (il bosco e l'albero sono di proprietà dei miei cugini).
Tutto questo è avvenuto in tempi diversi per cui mi ha permesso di elaborare utilizzi diversi.
Con le prime mi sono cimentato in una nuova avventura facendoci del sidro.
Il sidro è una bevanda che si ricava dalla spremitura delle mele fatta poi fermentare, un po' come il vino, questa piu o meno è la ricetta che ho seguito.
Mentre con le seconde, che erano veramente deliziose, le ho semplicemente spremute con lo strettoio del nonno, quello per il vino. Prima di spremerle vanno schiacciate e sbriciolate (si può utilizzare la pigiatrice dell'uva per lo scopo). Poi ho imbottigliato il succo in bottiglie riciclate della birra e le ho sterilizzate a bagnomaria con il bollitore.
Tutto questo per dire che anche in anni di magra si riesce sempre a mettere in dispensa qualcosa da degustare in inverno!
Vado nel bosco a raccoglire i marroni e riporto a casa uno zainetto pieno di mele (il bosco e l'albero sono di proprietà dei miei cugini).
Tutto questo è avvenuto in tempi diversi per cui mi ha permesso di elaborare utilizzi diversi.
Con le prime mi sono cimentato in una nuova avventura facendoci del sidro.
Il sidro è una bevanda che si ricava dalla spremitura delle mele fatta poi fermentare, un po' come il vino, questa piu o meno è la ricetta che ho seguito.
Mentre con le seconde, che erano veramente deliziose, le ho semplicemente spremute con lo strettoio del nonno, quello per il vino. Prima di spremerle vanno schiacciate e sbriciolate (si può utilizzare la pigiatrice dell'uva per lo scopo). Poi ho imbottigliato il succo in bottiglie riciclate della birra e le ho sterilizzate a bagnomaria con il bollitore.
Tutto questo per dire che anche in anni di magra si riesce sempre a mettere in dispensa qualcosa da degustare in inverno!
20 ottobre 2012
Annus horribilis
Non sono pessimista, non mi piace diffondere pessimismo, scrivo quello che mi sento dentro ed è questo il motivo per cui il blog rimane molto tempo inattivo!
Annus horribilis, si intende a livello vegetale-ambientale in una vasta zona della Toscana ...e non è ancora finita qui!
Il fatto che io definisco l'anno orribile in forma latina non è un caso.
Adesso mettetevi nei miei panni, l'obbiettivo che voglio raggiungere è di far produrre al piccolo pezzetto di terra abbastanza prodotto da considerarlo sufficiente per l'autosostentamento almeno di una persona. Lasciamo perdere che in realtà vivo benissimo anche senza, ma le utopie sono utopie.
Se non vivessi in un epoca dove il cibo è decisamente sottopagato in rapporto all'energia che occorre per produrlo, adesso sarei nei guai, quindi, annus horribilis!!
La causa principale manco a dirlo è sempre la siccità.
Direi che gli ultimi 73 mm di pioggia dell'ultimo mese sono nettamente insufficienti per uscire dalla siccità. Anche le sorgenti dove di solito mi rifornisco di acqua potabile sono esaurite (l'acqua del rubinetto dalle mie parti ha un cattivo odore e sapore).
L'anno è iniziato male con le api, scoperta la peste americana ho dovuto distruggere due alveari, mentre altri due sono riuscito a salvarli e questi fortunatamente mi hanno dato 40 kg di miele di castagno.
Per quanto riguarda gli ortaggi direi che andata ancora peggio perchè il caldo è arrivato prima che molte pianticelle fossero cresciute abbastanza e l'orto ben presto si è trovato in questa situazione.
Arriva l'autunno, la stagione dei raccolti principali come, l'uva, le castagne, le olive.
Di vino ce n'è un terzo dell'anno scorso, di olive ancora meno, e le castagne domani vado a vedere se riesco a portarne a casa qualche kg, ma dubito, dopo aver visto i castagni nelle condizioni che si vede nella foto nel mese di agosto.
Il mio ottimismo è più forte del pessimismo, così vedo il futuro migliore, dove il verde prevale sul giallo, e i frutti sono maggiori delle delusioni.
L'orto ha ripreso un po' di vigoria con le lattughe e i cavoli, poi ci sono le fragole e le melanzane che sono mancate nell'estate.
Annus horribilis, si intende a livello vegetale-ambientale in una vasta zona della Toscana ...e non è ancora finita qui!
Il fatto che io definisco l'anno orribile in forma latina non è un caso.
Adesso mettetevi nei miei panni, l'obbiettivo che voglio raggiungere è di far produrre al piccolo pezzetto di terra abbastanza prodotto da considerarlo sufficiente per l'autosostentamento almeno di una persona. Lasciamo perdere che in realtà vivo benissimo anche senza, ma le utopie sono utopie.
Se non vivessi in un epoca dove il cibo è decisamente sottopagato in rapporto all'energia che occorre per produrlo, adesso sarei nei guai, quindi, annus horribilis!!
La causa principale manco a dirlo è sempre la siccità.
Direi che gli ultimi 73 mm di pioggia dell'ultimo mese sono nettamente insufficienti per uscire dalla siccità. Anche le sorgenti dove di solito mi rifornisco di acqua potabile sono esaurite (l'acqua del rubinetto dalle mie parti ha un cattivo odore e sapore).
L'anno è iniziato male con le api, scoperta la peste americana ho dovuto distruggere due alveari, mentre altri due sono riuscito a salvarli e questi fortunatamente mi hanno dato 40 kg di miele di castagno.
Per quanto riguarda gli ortaggi direi che andata ancora peggio perchè il caldo è arrivato prima che molte pianticelle fossero cresciute abbastanza e l'orto ben presto si è trovato in questa situazione.
Arriva l'autunno, la stagione dei raccolti principali come, l'uva, le castagne, le olive.
Di vino ce n'è un terzo dell'anno scorso, di olive ancora meno, e le castagne domani vado a vedere se riesco a portarne a casa qualche kg, ma dubito, dopo aver visto i castagni nelle condizioni che si vede nella foto nel mese di agosto.
Il mio ottimismo è più forte del pessimismo, così vedo il futuro migliore, dove il verde prevale sul giallo, e i frutti sono maggiori delle delusioni.
L'orto ha ripreso un po' di vigoria con le lattughe e i cavoli, poi ci sono le fragole e le melanzane che sono mancate nell'estate.
24 settembre 2012
Galline mugellesi
Da quando ho scoperto la permacultura e i suoi 12 principi è cambiato il modo di gestire il piccolo pezzetto di terra che ho. Tutto prima di agire, è pensato in modo che si possa mantenere con il minimo sforzo possibile,
Come molti sanno la cultura principale del mio pezzo di terra è l'olivo, poi ci sono le viti da vino e degli alberi da frutto, in alcuni spazi sotto gli olivi ho fatto un simil orto sinergico.
Gli olivi non hanno grandi pretese per quanto riguarda la lavorazione del terreno, ma è indispensabile targliare l'erba almeno una volta prima del raccolto. Questo comporta un notevole sforzo se il terreno non è in piano, perchè deve essere fatto manualmente, anche se si usa un decespugliatore il lavoro è notevole.
Gli animali da cortile possono aiutare in questo caso, limitando la crescita dell'erba.
L'esperimento con le anatre libere direi che in parte è fallito l'anno passato, quando la volpe ne ha uccise due, adesso stanno chiuse nel pollaio quando non c'è il sottoscritto.
Forse non tutti quelli che leggono sanno che abito a 15 km dall'uliveto, per questo non posso sempre aprire il pollaio la mattina per poi chiuderlo la sera.
Le mugellesi sono galline nane, molto rustiche e ottime covatrici, in più sanno volare abbastanza bene e dormono sugli alberi. Questo le rende particormene adatte a sopravvivere in modo libero, senza recinzione che le protegga da possibili predatori.
Adesso dovrò solo aspettare che si riproducono per averne un numero sufficiente a sopperire a un'eventuale predazine.
AGGIORNAMENTO DEL 29/04/13
questo è il gallo alcuni mesi dopo:
01 agosto 2012
La cicala e il formicone!
Fa caldo, con la gomma dell'acqua mi accingo ad annaffiare i pomodori, dall'albero dell'olivo sopra la mia testa un suono mi ricorda che siamo in estate. Ci sono molte cicale all'uliveto che cantano e suonano come un'orchestra, io le ascolto e penso facile la vita, starsene tutto il giorno sopra un albero a canticchiare sperando che una bella morosa venga a farti compagnia. La cicala mi sorprende, sembra che abbia potuto sentire il mio pensiero, mi risponde con un vaffa ...ognuono ha i suoi problemi!!
Mi si addice molto prendere la parte della formica in questo caso, anzi direi del formicone! la memoria delle formiche è lunga ...tempo indietro scrivevo che ormai la stagione era compromessa a causa della siccità prolungata, che doveva piovere tanto per recuperare il giusto equilibrio idrico, piovere a tal punto che i tempi per una stagione normale non c'erano più. Cosi è andata, ha piovuto tanto nei mesi primaverili quando le piante doveveno crescere, l'acqua sì per le piante, ma ci vuole anche il sole ...non sono cresciute abbastanza, poi è venuta la solita estate degli ultimi anni, 40 gradi e neanche una goccia d'acqua. La situazione è critica per quanto mi rigurda anche se non ancora ai livelli dell'anno passato, purtroppo ci sono piante di frutti e di viti che sono già seccate, mentre gli olivi sembrano ancora sopportare bene l'arido.
La cicala mi dice ancora ...canta anche tu che all'inverno manca ancora molto, gli rispondo, ma non vedi che nell'olivo dove sei sopra te ci sono a malapena 10 olive? come pensi che posso passare l'inverno senza provviste? ...ballando?
-mi guarda stupita ...i supermercati sono pieni di olio e di ogni cosa che a voi umani vi interessa -rispondo, canta che è meglio... se dici questo vuol dire che non hai una visione reale di quello che sta accadendo in tutto il pianeta.
L'avidità dell'uomo ha portato la nostra unica terra alla rovina, si è spezzato tutto l'equilibrio che ci permetteva di vivere bene, non ci siamo accontentati di tutte le cose buone che abbiamo inventato per vivere meglio, ma abbiamo lottato l'uno contro l'altro per superarci a vicenda come se fossimo alle olimpiadi senza tenere in considerazione che ogni attività che facciamo ha delle conseguenze irreversibili.
Così mi son ritrovato con un campo in queste condizioni, con le viti che seccano e l'orto che sembra un desolante reperto archeologico.
Il bilancio è nettamente insufficiente, fagiolini, cavoli, cetrioli e tortarielli sono bruciati prima del raccolto, per zucchine e pomodori un po' meglio. Mi consolo con i frutti primaverili tipo albicocche, susine e fragole. Anche per gli agli non è andata male, ero abituato a peggio, mentre per le cipolle ho scoperto che c'è una mosca per ogni situazione!
La cicala e la formica
Durante l'estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala (a volte sostituita da una cavalletta in alcune versioni) non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica esclamò: «Allora adesso balla!»
Morale: chi nulla mai fa, nulla mai ottiene.
Mi si addice molto prendere la parte della formica in questo caso, anzi direi del formicone! la memoria delle formiche è lunga ...tempo indietro scrivevo che ormai la stagione era compromessa a causa della siccità prolungata, che doveva piovere tanto per recuperare il giusto equilibrio idrico, piovere a tal punto che i tempi per una stagione normale non c'erano più. Cosi è andata, ha piovuto tanto nei mesi primaverili quando le piante doveveno crescere, l'acqua sì per le piante, ma ci vuole anche il sole ...non sono cresciute abbastanza, poi è venuta la solita estate degli ultimi anni, 40 gradi e neanche una goccia d'acqua. La situazione è critica per quanto mi rigurda anche se non ancora ai livelli dell'anno passato, purtroppo ci sono piante di frutti e di viti che sono già seccate, mentre gli olivi sembrano ancora sopportare bene l'arido.
La cicala mi dice ancora ...canta anche tu che all'inverno manca ancora molto, gli rispondo, ma non vedi che nell'olivo dove sei sopra te ci sono a malapena 10 olive? come pensi che posso passare l'inverno senza provviste? ...ballando?
-mi guarda stupita ...i supermercati sono pieni di olio e di ogni cosa che a voi umani vi interessa -rispondo, canta che è meglio... se dici questo vuol dire che non hai una visione reale di quello che sta accadendo in tutto il pianeta.
L'avidità dell'uomo ha portato la nostra unica terra alla rovina, si è spezzato tutto l'equilibrio che ci permetteva di vivere bene, non ci siamo accontentati di tutte le cose buone che abbiamo inventato per vivere meglio, ma abbiamo lottato l'uno contro l'altro per superarci a vicenda come se fossimo alle olimpiadi senza tenere in considerazione che ogni attività che facciamo ha delle conseguenze irreversibili.
Così mi son ritrovato con un campo in queste condizioni, con le viti che seccano e l'orto che sembra un desolante reperto archeologico.
Il bilancio è nettamente insufficiente, fagiolini, cavoli, cetrioli e tortarielli sono bruciati prima del raccolto, per zucchine e pomodori un po' meglio. Mi consolo con i frutti primaverili tipo albicocche, susine e fragole. Anche per gli agli non è andata male, ero abituato a peggio, mentre per le cipolle ho scoperto che c'è una mosca per ogni situazione!
La cicala e la formica
Durante l'estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala (a volte sostituita da una cavalletta in alcune versioni) non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica esclamò: «Allora adesso balla!»
Morale: chi nulla mai fa, nulla mai ottiene.
05 giugno 2012
Per risollevarsi!
Un po' di orto dopo tanto dolore non fa male!
Non sto ad elencare le sciagure che mi tormentano in questi giorni, vi salverò dal calvario che sto sopportando.
Sembrava una stagione che non prometteva nulla di buono, il vento gelido di febbraio, la siccità che è durata fino a tutto marzo faceva pensare che ogni cosa che si seminasse sarebbe rimasta lì, a guardarsi fino all'avvilimento.
Poi è venuta l'acqua, e tutto è risorto, certo qualcuno ci ha rimesso le penne, ma il resto del mondo vegetale si è ripreso lo spazio lasciato dalle defunte.
In questi giorni si consuma: zucchetti, fragole, fave, piselli (gli ultimi), ciliege (finalmente i primi innesti cominciano a dare i loro frutti).
Vorrei fare un breve aggiornamento sull'aiuola, come l'ha chiamata Renato " Harlockulture". L'aiuola sta avendo un'ottima performance, sono già state divorate un mucchio di fave, i pomodori sono più avanti degli altri che sono nell'orto sinergico, o "orto furbo", non ho mai annaffiato e il terreno è sempre umido il giusto!
Questo mi ha suggerito di fare la stessa cosa, in maniera molto ridotta, con le piantine di melanzana e di peperoni.
L'amarillis fa la sentinella nell'orto furbo :).
Non sto ad elencare le sciagure che mi tormentano in questi giorni, vi salverò dal calvario che sto sopportando.
Sembrava una stagione che non prometteva nulla di buono, il vento gelido di febbraio, la siccità che è durata fino a tutto marzo faceva pensare che ogni cosa che si seminasse sarebbe rimasta lì, a guardarsi fino all'avvilimento.
Poi è venuta l'acqua, e tutto è risorto, certo qualcuno ci ha rimesso le penne, ma il resto del mondo vegetale si è ripreso lo spazio lasciato dalle defunte.
In questi giorni si consuma: zucchetti, fragole, fave, piselli (gli ultimi), ciliege (finalmente i primi innesti cominciano a dare i loro frutti).
Vorrei fare un breve aggiornamento sull'aiuola, come l'ha chiamata Renato " Harlockulture". L'aiuola sta avendo un'ottima performance, sono già state divorate un mucchio di fave, i pomodori sono più avanti degli altri che sono nell'orto sinergico, o "orto furbo", non ho mai annaffiato e il terreno è sempre umido il giusto!
Questo mi ha suggerito di fare la stessa cosa, in maniera molto ridotta, con le piantine di melanzana e di peperoni.
L'amarillis fa la sentinella nell'orto furbo :).
29 aprile 2012
Bocci, fiori e insetti!
Fragole nell'orto sinergico
Zucchini
Alle formiche piace allevare gli afidi!
Alle coccinelle piace mangiare gli afidi
Lampascioni in fiore
Piretro in boccio
Zucchini
Alle formiche piace allevare gli afidi!
Alle coccinelle piace mangiare gli afidi
Lampascioni in fiore
Piretro in boccio
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