In una giornata di caldo apparente, dove le api bottinano polline che non so dove lo trovano, ( e giuro che non sto in Marocco) mi sono messo all'opera per allestire una piccola
aiuola a cumulo.

Non ho seguito tutti i parametri, perché il materiale non è proprio a portata di mano e per colpa del tempaccio dei giorni scorsi sono rimasto indietro con i lavori.
L'aiuola a cumulo è un
tradizionale metodo culturale cinese praticato da migliaia di anni. I vantaggi dell'aiuola a cumulo sono, l'aumento della superficie coltivabile, la
possibilità di fare file
più fitte
perché l'incidenza della luce sulla pendenza è più favorevole e inoltre grazie al materiale impiegato (legni, foglie, composto, zolle erbose...) favorisce la formazione di humus e la produzione di calore.
C'è un solo piccolo
inconveniente, all'
uliveto non ho una fonte o un pozzo per l'acqua e l'aiuola a cumulo tende a
prosciugarsi più velocemente di un
aiuola piana.
Ok, sono un arruffone, non posso fare tutto a regola d'arte, già c'è il mio lavoro che me lo impone, figurati se quando mi diverto seguo le regole...
La mia aiuola a cumulo, è più piccola e meno profonda del metodo elaborato negli anni sessanta da Hermann Andra.
Il
procedimento regolare è questo: scavare una fossa di 25 cm, larga 180 cm
e lunga a piacere. Al centro si mettono legnetti e ramaglie
possibilmente in stato di
decomposizine in modo da formare un mucchietto arrotondato alto 45 cm e largo 50 cm. Terminato questo si mettono le zolle erbose capovolte (tolte prima di scavare la fossa). Si aggiunge fogliame umido per 25 cm, poi 15 cm di composto e 15 cm di terra d'orto con composto.

Ho messo, per mantenere il cumulo più umido, anche uno strato di cartone prima dell'ultimo strato di terricio, perché come ho gia detto di acqua ce n'è poca... solo quella raccolta dal cielo!