Gli entusiasmi per le realizzazioni di miglioramento logistico all'uliveto durano poco.
Nel post precedente parlavamo di una bella realizzazione che poteva risolvere e migliorare la situazione per quanto riguarda l'orto, ma i facili entusiasmi da queste parti sono solo per i novelli agricoltori.
Ebbene siamo qui a cercar di capire che diavolo di uccello possa aver preso di mira la mia nuova serra. Subito dopo aver fatto il post sopra citato, qualche essere volatile si era intestardito nel forare il nylon per non so quale motivo. Ho riparato il grosso buco ed altri più piccoli con dello scotch trasparente, e sembrava finita lì, ma oggi la spiacevole sorpresa, ho trovato il nylon conciato come un colabrodo!!
Buchi grossi come un pollo (e voi direte che centra il colabrodo?!) per tutta la lunghezza della serra. Per adesso l'ho riparata sembre con dello scotch, ma questo non regge molto a lungo, dovrò trovare una soluzione.
Non è che voglio che questo blog diventi un blog che parla solo di sventure, qui si deve parlare di sogni da realizzare per migliorare l'esistenza, per questo voglio parlare anche delle anatre che stanno covando, a breve, se tutto va bene potrò annunciare l'evento.
Ci siamo messi (sempre io e Lillo) a preparare un nuovo riparo per dare una casa a tutti gli abitanti del pollaio. È un po' la fotocopia dell'altro ...fatto con materiali di recupero!
26 gennaio 2013
14 gennaio 2013
Costruire una serra nel campo con poco!
Non pensate che il selvaggio Harlock vada in letargo, è un animale atipico, nell'inverno il suo cervello si scalda concentrandosi solo su una cosa: mettere in atto la difesa del suolo in cui vive contro ogni avversità climatica.
La battaglia si svolge in uno dei territori più vulnerabili al clima "del mondo", (a me sembra così) dove solo qualche temerario può scegliere di fare l'orto.
I mesi invernali sono caratterizzati da forti sbalzi termici, con giornate estremamente miti che possono sfiorare i 20 gradi ed altre con forti venti del nord che possono portare la temperatura velocemente sotto gli 0 gradi. In estate non piove MAI, ed i gradi possono arrivare a 40.
Il piano si concentra nell'allungare i mesi fertili anticipando le piantagioni autunnali e migliorando il sistema per l'irrigazione estiva.
È già pronta una piccola serra per le semine e le piantagioni, e stiamo (io e Lillo) aumentando le scorte di acqua piovana.
Adesso voglio mettervi in evidenza la tecnica di costruzione della serra, mentre per illustrare il sistema "dell'acquedotto" ci torneremo in futuro.
Innanzitutto la scelta del luogo dove costruirla è stata un'impresa niente male: il terreno è occupato quasi interamente da olivi, è terrazzato, quindi scosceso per la maggior parte. La scelta è stata fatta prendendo in considerazione la fertilità del terreno e la posizione logistica più adatta, e guarda caso il posto migliore è risultato essere quello dove c'era già un orto!!
Così "l'orto furbo" diventa anche orto serra, o orto "serrato"!!
La conformazione del terreno in questo posto non è del tutto pianeggiante, ossia è pianeggiante l'aiuola, ma è troppo stretta per farci una serra. Quindi dopo un'attenta osservazione ho optato per coprire con la serra anche parte del livello superiore del terreno adiacente all'aiuola, lo scalino che si è formato potrà essere utile come appoggio per la vasetteria.
Le misure sono abbastanza obbligate, proprio per la conformazione del terreno e per le piante che ci sono intorno, per questo e altri motivi, sono stato costretto a utilizzare tondini di ferro da piegare a mio piacimento e non i tradizionali archi già forgiati per serra.
Per fare una serra di 12 m e larga 2,5 m, ho utilizzato 22 tondini lunghi 6 m, dello spessore di 10 mm. 13 sono stati piegati per fare l'arco e 8 per collegarli da cima a fondo in orizzontale, mentre uno è stato tagliato a metà per metterlo a puntello nel finale della serra.
I ferri ad arco sono stati fatti penetrare oltre mezzo metro nel terreno, poi li ho legati con del fildiferro a delle canaline (credo che si chiamino così) da elettricista per non farli penetrare più in giù quando ci sarebbe stata la copertura. Tutta la struttura è stata bloccata semplicemente con del fildiferro; meglio sarebbe stato saldarli, ma all'uliveto non ho la corrente elettrica.
Le canaline non le ho acquistate, le ho trovate nel terreno quando è diventato di mia proprietà, in questo caso sono state molto utili, ma si possono sostituire con delle tavolette di legno da carpenteria.
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Sono stato fortunato ad avere queste canaline, perché per bloccare la copertura di nylon è stato molto più semplice, funzionano molto bene come contenitore per il terreno che ho utilizzato come zavorra.
Infine la porta: questa è venuta dalla mia soffitta ...non nel senso che l'ho tolta alla mia soffitta, ma era stata messa lì quando ho fatto dei lavori in casa alcuni anni fa.
Non è l'ideale per una porta in tamburato di legno stare all'aperto, ma a me non interessa se dura poco, tanto ce n'è un'altra :)
Anche per il bloccaggio di questa ho utilizzato due tubi di ferro che già avevo all'uliveto, questi li ho fatti penetrare nel terreno con una mazza per un'ottantina di cm, dopo di che ci ho avvitato il telaio della porta.
La copertura come ho già citato è di nylon specifico per serra, la misura che ho acquistato è un po' eccessiva, perché al consorzio non avevano la misura che mi occorreva: per questa serra bastava una larghezza di 6 m, mentre quella che ho utilizzato è di 8 m. Questo per dire che ho dovuto sborsare una decina di euro in più.
La spesa finale si aggira intorno ai 150 €, 100 per i ferri e 50 per il nylon.
La battaglia si svolge in uno dei territori più vulnerabili al clima "del mondo", (a me sembra così) dove solo qualche temerario può scegliere di fare l'orto.
I mesi invernali sono caratterizzati da forti sbalzi termici, con giornate estremamente miti che possono sfiorare i 20 gradi ed altre con forti venti del nord che possono portare la temperatura velocemente sotto gli 0 gradi. In estate non piove MAI, ed i gradi possono arrivare a 40.
Il piano si concentra nell'allungare i mesi fertili anticipando le piantagioni autunnali e migliorando il sistema per l'irrigazione estiva.
È già pronta una piccola serra per le semine e le piantagioni, e stiamo (io e Lillo) aumentando le scorte di acqua piovana.
Adesso voglio mettervi in evidenza la tecnica di costruzione della serra, mentre per illustrare il sistema "dell'acquedotto" ci torneremo in futuro.
Innanzitutto la scelta del luogo dove costruirla è stata un'impresa niente male: il terreno è occupato quasi interamente da olivi, è terrazzato, quindi scosceso per la maggior parte. La scelta è stata fatta prendendo in considerazione la fertilità del terreno e la posizione logistica più adatta, e guarda caso il posto migliore è risultato essere quello dove c'era già un orto!!
Così "l'orto furbo" diventa anche orto serra, o orto "serrato"!!
La conformazione del terreno in questo posto non è del tutto pianeggiante, ossia è pianeggiante l'aiuola, ma è troppo stretta per farci una serra. Quindi dopo un'attenta osservazione ho optato per coprire con la serra anche parte del livello superiore del terreno adiacente all'aiuola, lo scalino che si è formato potrà essere utile come appoggio per la vasetteria.
Le misure sono abbastanza obbligate, proprio per la conformazione del terreno e per le piante che ci sono intorno, per questo e altri motivi, sono stato costretto a utilizzare tondini di ferro da piegare a mio piacimento e non i tradizionali archi già forgiati per serra.
Per fare una serra di 12 m e larga 2,5 m, ho utilizzato 22 tondini lunghi 6 m, dello spessore di 10 mm. 13 sono stati piegati per fare l'arco e 8 per collegarli da cima a fondo in orizzontale, mentre uno è stato tagliato a metà per metterlo a puntello nel finale della serra.
I ferri ad arco sono stati fatti penetrare oltre mezzo metro nel terreno, poi li ho legati con del fildiferro a delle canaline (credo che si chiamino così) da elettricista per non farli penetrare più in giù quando ci sarebbe stata la copertura. Tutta la struttura è stata bloccata semplicemente con del fildiferro; meglio sarebbe stato saldarli, ma all'uliveto non ho la corrente elettrica.
Le canaline non le ho acquistate, le ho trovate nel terreno quando è diventato di mia proprietà, in questo caso sono state molto utili, ma si possono sostituire con delle tavolette di legno da carpenteria.
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Sono stato fortunato ad avere queste canaline, perché per bloccare la copertura di nylon è stato molto più semplice, funzionano molto bene come contenitore per il terreno che ho utilizzato come zavorra.
Infine la porta: questa è venuta dalla mia soffitta ...non nel senso che l'ho tolta alla mia soffitta, ma era stata messa lì quando ho fatto dei lavori in casa alcuni anni fa.
Non è l'ideale per una porta in tamburato di legno stare all'aperto, ma a me non interessa se dura poco, tanto ce n'è un'altra :)
Anche per il bloccaggio di questa ho utilizzato due tubi di ferro che già avevo all'uliveto, questi li ho fatti penetrare nel terreno con una mazza per un'ottantina di cm, dopo di che ci ho avvitato il telaio della porta.
La copertura come ho già citato è di nylon specifico per serra, la misura che ho acquistato è un po' eccessiva, perché al consorzio non avevano la misura che mi occorreva: per questa serra bastava una larghezza di 6 m, mentre quella che ho utilizzato è di 8 m. Questo per dire che ho dovuto sborsare una decina di euro in più.
La spesa finale si aggira intorno ai 150 €, 100 per i ferri e 50 per il nylon.
06 dicembre 2012
Torno in campo!
Mi sono rotto di stare in disparte quando il mondo gira all'incontrario.
È troppo tempo che manco dalla scena pubblica, la legge è uguale per tutti, tutti abbiamo il diritto di tornare in campo ...a zappare le viti, a concimare gli olivi, a vangare l'orto e perché no, a cagare sotto gli olivi!
Non se ne può più di quelli che per i loro interessi, tipo non sporcarsi le scarpe di mota, escono per poi rientrare con il buon tempo. Quelli che mandano in campo gli altri a fare il lavoro sporco per poi tornare e beneficiare della bella stagione ...l'inverno c'è per tutti!!
Questi sono i giorni migliori per pianificare, elaborare, fare i lavori di ristrutturazione del sistema.
I cambiamenti climatici impongono nuove strategie di applicazioni al sistema: ridimensionamento dell'orto estivo. Miglioramento del sistema di intercettazione dell'acqua piovana con aumento del volume di scorte. Piazzare quelle piantine da frutto che nascono spontanee per poi innestarle in seguito, non piantare più piante acquistate in vivaio. Costruire finalmente il compost toilet per non cagare più sotto gli olivi :)
Alcune di queste cose sono già state fatte, tipo per l'intercettazione dell'acqua piovana, adesso non ci sono più problemi, è bastato acquistare cento metri di tubo di gomma e l'acqua arriva in gran quantità per alcuni giorni ogni volta che piove abbondantemente. Adesso devo aumentare il volume di scorte, ed inoltre è in progetto un grosso filtro per rendere l'acqua pulita e limpida, anche se stagnante da molto tempo.
Con le estati torride degli ultimi anni ho costatato che le piante da vivaio non sono progettate per resistere in terreni particolarmete siccitosi. I frutteti moderni sono generalmente irrigati, quindi i portainnesti selezionati vanno bene per tali sistemi, mentre le pianticelle che nascono da semi delle piante del posto hanno già subito una selezione naturale. Prendere queste pianticelle e metterle subito nel luogo dove devono stare, per poi innestarle in seguito, può essere un modo più economico e sicuro che piantare una pianta da vivaio.
Finalmente ho avuto l'illuminazione di dove e come devo fare il compost toilet, non sarà un posto bellissimo, ma come è nel mio stile è molto veloce da realizzare e soprattutto costa poco!!
È troppo tempo che manco dalla scena pubblica, la legge è uguale per tutti, tutti abbiamo il diritto di tornare in campo ...a zappare le viti, a concimare gli olivi, a vangare l'orto e perché no, a cagare sotto gli olivi!
Non se ne può più di quelli che per i loro interessi, tipo non sporcarsi le scarpe di mota, escono per poi rientrare con il buon tempo. Quelli che mandano in campo gli altri a fare il lavoro sporco per poi tornare e beneficiare della bella stagione ...l'inverno c'è per tutti!!
Questi sono i giorni migliori per pianificare, elaborare, fare i lavori di ristrutturazione del sistema.
I cambiamenti climatici impongono nuove strategie di applicazioni al sistema: ridimensionamento dell'orto estivo. Miglioramento del sistema di intercettazione dell'acqua piovana con aumento del volume di scorte. Piazzare quelle piantine da frutto che nascono spontanee per poi innestarle in seguito, non piantare più piante acquistate in vivaio. Costruire finalmente il compost toilet per non cagare più sotto gli olivi :)
Alcune di queste cose sono già state fatte, tipo per l'intercettazione dell'acqua piovana, adesso non ci sono più problemi, è bastato acquistare cento metri di tubo di gomma e l'acqua arriva in gran quantità per alcuni giorni ogni volta che piove abbondantemente. Adesso devo aumentare il volume di scorte, ed inoltre è in progetto un grosso filtro per rendere l'acqua pulita e limpida, anche se stagnante da molto tempo.
Con le estati torride degli ultimi anni ho costatato che le piante da vivaio non sono progettate per resistere in terreni particolarmete siccitosi. I frutteti moderni sono generalmente irrigati, quindi i portainnesti selezionati vanno bene per tali sistemi, mentre le pianticelle che nascono da semi delle piante del posto hanno già subito una selezione naturale. Prendere queste pianticelle e metterle subito nel luogo dove devono stare, per poi innestarle in seguito, può essere un modo più economico e sicuro che piantare una pianta da vivaio.
Finalmente ho avuto l'illuminazione di dove e come devo fare il compost toilet, non sarà un posto bellissimo, ma come è nel mio stile è molto veloce da realizzare e soprattutto costa poco!!
05 novembre 2012
La mantide nella rete!
Con la raccolta delle olive si è conclusa una stagione da dimenticare, la siccità in questo angolo di mondo ha fatto il suo corso.
Adesso piove come non mi ricordavo più, non si vedevano i fiumi pieni dal marzo del 2011.
Il dieci per cento è la quantita di olio che ho fatto rispetto all'anno passato, solo 31 kg. Il 9,5 è la resa di olio in percentuale su 335 kg di olive, record assoluto negativo.
Ci sarebbero altre olive da raccogliere, ma la mantide mi dice che le olive si raccolgono solo se ne vale la pena, altrimenti rimangono lì!
28 ottobre 2012
Sidro e succo di mela
Il vicino di casa ha delle piccole mele e non sa cosa farci!
Vado nel bosco a raccoglire i marroni e riporto a casa uno zainetto pieno di mele (il bosco e l'albero sono di proprietà dei miei cugini).
Tutto questo è avvenuto in tempi diversi per cui mi ha permesso di elaborare utilizzi diversi.
Con le prime mi sono cimentato in una nuova avventura facendoci del sidro.
Il sidro è una bevanda che si ricava dalla spremitura delle mele fatta poi fermentare, un po' come il vino, questa piu o meno è la ricetta che ho seguito.
Mentre con le seconde, che erano veramente deliziose, le ho semplicemente spremute con lo strettoio del nonno, quello per il vino. Prima di spremerle vanno schiacciate e sbriciolate (si può utilizzare la pigiatrice dell'uva per lo scopo). Poi ho imbottigliato il succo in bottiglie riciclate della birra e le ho sterilizzate a bagnomaria con il bollitore.
Tutto questo per dire che anche in anni di magra si riesce sempre a mettere in dispensa qualcosa da degustare in inverno!
Vado nel bosco a raccoglire i marroni e riporto a casa uno zainetto pieno di mele (il bosco e l'albero sono di proprietà dei miei cugini).
Tutto questo è avvenuto in tempi diversi per cui mi ha permesso di elaborare utilizzi diversi.
Con le prime mi sono cimentato in una nuova avventura facendoci del sidro.
Il sidro è una bevanda che si ricava dalla spremitura delle mele fatta poi fermentare, un po' come il vino, questa piu o meno è la ricetta che ho seguito.
Mentre con le seconde, che erano veramente deliziose, le ho semplicemente spremute con lo strettoio del nonno, quello per il vino. Prima di spremerle vanno schiacciate e sbriciolate (si può utilizzare la pigiatrice dell'uva per lo scopo). Poi ho imbottigliato il succo in bottiglie riciclate della birra e le ho sterilizzate a bagnomaria con il bollitore.
Tutto questo per dire che anche in anni di magra si riesce sempre a mettere in dispensa qualcosa da degustare in inverno!
20 ottobre 2012
Annus horribilis
Non sono pessimista, non mi piace diffondere pessimismo, scrivo quello che mi sento dentro ed è questo il motivo per cui il blog rimane molto tempo inattivo!
Annus horribilis, si intende a livello vegetale-ambientale in una vasta zona della Toscana ...e non è ancora finita qui!
Il fatto che io definisco l'anno orribile in forma latina non è un caso.
Adesso mettetevi nei miei panni, l'obbiettivo che voglio raggiungere è di far produrre al piccolo pezzetto di terra abbastanza prodotto da considerarlo sufficiente per l'autosostentamento almeno di una persona. Lasciamo perdere che in realtà vivo benissimo anche senza, ma le utopie sono utopie.
Se non vivessi in un epoca dove il cibo è decisamente sottopagato in rapporto all'energia che occorre per produrlo, adesso sarei nei guai, quindi, annus horribilis!!
La causa principale manco a dirlo è sempre la siccità.
Direi che gli ultimi 73 mm di pioggia dell'ultimo mese sono nettamente insufficienti per uscire dalla siccità. Anche le sorgenti dove di solito mi rifornisco di acqua potabile sono esaurite (l'acqua del rubinetto dalle mie parti ha un cattivo odore e sapore).
L'anno è iniziato male con le api, scoperta la peste americana ho dovuto distruggere due alveari, mentre altri due sono riuscito a salvarli e questi fortunatamente mi hanno dato 40 kg di miele di castagno.
Per quanto riguarda gli ortaggi direi che andata ancora peggio perchè il caldo è arrivato prima che molte pianticelle fossero cresciute abbastanza e l'orto ben presto si è trovato in questa situazione.
Arriva l'autunno, la stagione dei raccolti principali come, l'uva, le castagne, le olive.
Di vino ce n'è un terzo dell'anno scorso, di olive ancora meno, e le castagne domani vado a vedere se riesco a portarne a casa qualche kg, ma dubito, dopo aver visto i castagni nelle condizioni che si vede nella foto nel mese di agosto.
Il mio ottimismo è più forte del pessimismo, così vedo il futuro migliore, dove il verde prevale sul giallo, e i frutti sono maggiori delle delusioni.
L'orto ha ripreso un po' di vigoria con le lattughe e i cavoli, poi ci sono le fragole e le melanzane che sono mancate nell'estate.
Annus horribilis, si intende a livello vegetale-ambientale in una vasta zona della Toscana ...e non è ancora finita qui!
Il fatto che io definisco l'anno orribile in forma latina non è un caso.
Adesso mettetevi nei miei panni, l'obbiettivo che voglio raggiungere è di far produrre al piccolo pezzetto di terra abbastanza prodotto da considerarlo sufficiente per l'autosostentamento almeno di una persona. Lasciamo perdere che in realtà vivo benissimo anche senza, ma le utopie sono utopie.
Se non vivessi in un epoca dove il cibo è decisamente sottopagato in rapporto all'energia che occorre per produrlo, adesso sarei nei guai, quindi, annus horribilis!!
La causa principale manco a dirlo è sempre la siccità.
Direi che gli ultimi 73 mm di pioggia dell'ultimo mese sono nettamente insufficienti per uscire dalla siccità. Anche le sorgenti dove di solito mi rifornisco di acqua potabile sono esaurite (l'acqua del rubinetto dalle mie parti ha un cattivo odore e sapore).
L'anno è iniziato male con le api, scoperta la peste americana ho dovuto distruggere due alveari, mentre altri due sono riuscito a salvarli e questi fortunatamente mi hanno dato 40 kg di miele di castagno.
Per quanto riguarda gli ortaggi direi che andata ancora peggio perchè il caldo è arrivato prima che molte pianticelle fossero cresciute abbastanza e l'orto ben presto si è trovato in questa situazione.
Arriva l'autunno, la stagione dei raccolti principali come, l'uva, le castagne, le olive.
Di vino ce n'è un terzo dell'anno scorso, di olive ancora meno, e le castagne domani vado a vedere se riesco a portarne a casa qualche kg, ma dubito, dopo aver visto i castagni nelle condizioni che si vede nella foto nel mese di agosto.
Il mio ottimismo è più forte del pessimismo, così vedo il futuro migliore, dove il verde prevale sul giallo, e i frutti sono maggiori delle delusioni.
L'orto ha ripreso un po' di vigoria con le lattughe e i cavoli, poi ci sono le fragole e le melanzane che sono mancate nell'estate.
24 settembre 2012
Galline mugellesi
Da quando ho scoperto la permacultura e i suoi 12 principi è cambiato il modo di gestire il piccolo pezzetto di terra che ho. Tutto prima di agire, è pensato in modo che si possa mantenere con il minimo sforzo possibile,
Come molti sanno la cultura principale del mio pezzo di terra è l'olivo, poi ci sono le viti da vino e degli alberi da frutto, in alcuni spazi sotto gli olivi ho fatto un simil orto sinergico.
Gli olivi non hanno grandi pretese per quanto riguarda la lavorazione del terreno, ma è indispensabile targliare l'erba almeno una volta prima del raccolto. Questo comporta un notevole sforzo se il terreno non è in piano, perchè deve essere fatto manualmente, anche se si usa un decespugliatore il lavoro è notevole.
Gli animali da cortile possono aiutare in questo caso, limitando la crescita dell'erba.
L'esperimento con le anatre libere direi che in parte è fallito l'anno passato, quando la volpe ne ha uccise due, adesso stanno chiuse nel pollaio quando non c'è il sottoscritto.
Forse non tutti quelli che leggono sanno che abito a 15 km dall'uliveto, per questo non posso sempre aprire il pollaio la mattina per poi chiuderlo la sera.
Le mugellesi sono galline nane, molto rustiche e ottime covatrici, in più sanno volare abbastanza bene e dormono sugli alberi. Questo le rende particormene adatte a sopravvivere in modo libero, senza recinzione che le protegga da possibili predatori.
Adesso dovrò solo aspettare che si riproducono per averne un numero sufficiente a sopperire a un'eventuale predazine.
AGGIORNAMENTO DEL 29/04/13
questo è il gallo alcuni mesi dopo:
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