31 dicembre 2011

Vogliamoci bene!

Vi voglio bene!
Sono sempre quello che crede che la cultura non è una cosa che si studia a scuola.
Sono quello che apre la porta a tutti.
Sono quello che cerca la libertà tra i popoli, o tra gli individui che cercano di limitarla.

Vi voglio bene, a tutti quelli che la pensano al contrario di tutti, o tutti quelli che la pensano come tutti sempre e comunque la pensino tutti.
Sono uno scenziato della limitazione, nel senso che analizzo la mia limitazione e la confronto con il mondo esterno ...beh, devo dire che mi sento limitato mentelmente, perché non capisco come l'uomo non si evolve ad uno stato di consapevolezza dell'essere, e vive con la voglia dell'avere cose che non ha.

Vi voglio bene soprattutto perché percepisco il vostro affetto e perché voglio ricominciare l'anno nuovo difficile che verrà partendo con un segnale di affetto per tutte le persone che leggeranno questo augurio.

Buon duemiladodici!


11 dicembre 2011

Aggrappati all'estate

Passano i giorni, passano i mesi, la vita scorre apparentemente sempre più veloce, sarà che non mi fermo mai, non ho mai il tempo per riflettere e a una certa età il tempo scorre troppo veloce le tappe che ci aspettano non sono così allettanti. Sarà anche che i cambiamenti climatici fanno sì che non ci si accorga che siamo già a dicembre.
In campo ci sono pomodori e peperoni che stanno maturando, penso proprio che a Natale sono maturi!
















Sono impegnato un po' a "tutto campo", nel tessile, nell'autosufficienza e nel restauro.

Cominciamo con il restauro, dopo anni di sofferenza nel vedere il vecchio maggiolone in stato comatoso, mi sono deciso, le sue lamiere non meritavano di finire fuse e tornare in un'auto qualunque !!

















È tornato al vecchio colore originale, un po' appariscente, ma quello è. Per chi si chiedesse che cosa c'entra il maggiolone con la decrescita, io gli rispondo che il maggiolone va anche a legna :)

Riguardo a l'autosufficienza, non sono un insegnate di permacultura, questo lo scrivo perché, nei giorni scorsi, sono stato contattato da alcuni ragazzi che mi hanno chiesto di dare una lezione in piazza a Firenze, cosa che a me mi inorgoglisce, ma oltre che non avere le competenze, mi terrorizza il pensiero di parlare ad una platea.
Sono disponibile a dare "lezioni" sì, ma in pieno campo, come possono confermare mirtillo e le anatre!

Con il cambiamento climatico è fondamentale preparare l'orto d'inverno. I lavori che si fanno adesso sono molto importanti per avere un terreno pronto alla ripresa vegetativa. Se il terreno è molto drenante ed è esposto a venti forti è fondamentale fare un buon lavoro adesso.

Il mio orto sinergico si evolve, da buon "contadino" toscano l'orto diventa orto furbo, furbo perché è un'orto sinergico ma furbamente viene arricchito con concime organico e areato con la forca, cosa che con l'orto sinergico non si fa.
Il metodo nasce dopo vari studi in campo, l'esposizione ed il clima non permettono, in estate, una sufficiente rigenerazione delle leguminose, fissatrici di azoto. Quindi, l'orto sinergico funziona, ma se si arricchisce funziona meglio!
















Tutto nasce prendendo spunto dal più competente Nicola.

Questo è il lavoro svolto:
Arieggiare il terreno senza estirpare le vecchie piantagioni, magari sminuzzare quelle più grosse.
Distribuire una piccola quantità di pollina o stallatico, meglio biologico e di zona se è possibile! (questo materiale oltre che fertilizzare aiuta la decomposizione di tutta la pacciamatura preesistente. Metodo adottato anche da Fukuoka).
Stendere uno strato di cartone (nel mio caso ho utilizzato cartone preforato dall'industria ;) ).
Sopra il cartone mettere un piccolo strato di paglia o fieno che verrà fermato con poca terra (impedirà al vento di portare via tutto e aiutera a far decomporre il cartone).
Seminare negli "appositi" buchi le fave, che presto nasceranno e impediranno ulteriormente di far volar via tutto.

La terra viene da lavori di rioganizzazione logistica fatti per il bene di tutti!

03 novembre 2011

Il rospo nella rete


Non capita spesso di trovare un rospo nella rete per la raccolta delle olive, in realtà non mi è mai capitato!
Il rospo adesso è libero naturalmente, ma voglio dire che il rospo non è in tutti gli uliveti! in realtà nella maggior parte degli uliveti che ci sono dalle mie parti c'è solo erba tosata quasi mensilmente, ed è principalmente gramigna. Con questo posso affermare che se si lascia il più possibile il suolo in "pace" questo riesce a generare più vita di quanto non riesce a generarne un suolo sempre tosato.
La biodiversità è l'unica soluzione possibile per recuperare l'equilibrio terrestre.

Eresie a parte, ieri ho portato una gran quantità di olive al frantoio, alla faccia dell'anno di scarica!
Diciamo che non è record di olive, ma è record di olio da quando ho il mio uliveto.
In totale nelle due frangiture di quest'anno ho franto 2240 kg di olive, per una resa di 298 di olio.
Sono più che soddisfatto!!

20 ottobre 2011

Erbaviola alla TV

Adesso per mia suocera è un appuntamento da non perdere.

Oltre ad essere una bravissima cuoca, l'Erbetta super star, vola in televisione a divulgare la parola decrescita.

Da non perdere l'appuntamento di oggi pomeriggio su Geo&Geo, Rai3, tra le 17 e le 18 dove mostrerà come preparare in casa dei detersivi da bucato ecologici, facilissimi, senza derivati animali e non testati su animali.

17 ottobre 2011

Olio nuovo!

Eccoci! prima frangitura del 2011, prima frangitura anche per il frantoio in cui sono stato, diciamo prima frangitura ad un cliente, perché la nuova macchina era già stata collaudata con olive proprie.

Il frantoio Leonardo si è rinnovato, finalmente anche nella mia zona c'è un frantoio con le nuove gramolatrici che lavorano ad atmosfera controllata. Le olive lavorate così rendono un olio privo di ossidazione, più fruttato e stabile nel tempo.















Quasi sei quintali e mezzo di olive , tutte raccolte nel week end, piccole e vizze per la siccità, mi hanno dato 79 kg di olio I.G.P. toscano :)
La resa (percentuale di olio estratto dalle olive) non è stata entusiasmante, mi aspettavo di più da olive vizze, ma probabilmente il fattore "anticipo della raccolta" incide con la resa.
















Il prossimo appuntamento è per il 31 ottobre!!

09 ottobre 2011

Clima ostile
















Se dico che il clima è cambiato, non dico una banalità, ma è una constatazione!!
Ho sbagliato tutto, ho sbagliato analisi, ho sbagliato ad acquistare un terreno che soffre l'arido e che quando tira il tramontano lo prende in faccia come uno schiaffone.

Il tentativo di applicare un sistema di autosufficienza alimentare in un tale terreno è un'impresa colossale. Qualcuno dirà che l'autosufficienza alimentare non si raggiunge mai con un piccolo pezzo di terra, io risponderò che a livello energetico il mio uliveto raggiunge già il fabbisogno calorico di una famiglia in un anno. Se consideriamo che a lavorarci, apparte la raccolta delle olive e la vendemmia, sono solo io e lo faccio solo come "hobby" vuol dire che si può.

È autunno, in dispensa ci sono già 130 kg di miele, 170 l di vino e l'uva ad appassire per il vinsanto, 5 l di grappa. Sono già state consumate molte verdure, uova, un po' di frutta. Manca il pezzo forte: l'olio, che di kcal ne ha 900 ogni 100 gr.
















Io e Mirtillo oggi abbiamo raccolto l'ultima legna che era rimasta nel "campo" (lui è il solo che mi aiuta), la prossima settimana si comincia la raccolta delle olive e lunedì c'è già l'appuntamento con il frantoio.

A proposito di Mirtillo, ieri sera se l'è vista brutta, un cane testa di c. come i suoi padroni che non lo tenevano a guinzaglio e l'hanno chiamato pure Silvio, ha tentato di farlo fuori. Io e Mirtillo uscivamo come tutte le sere per fare una passeggiata, svoltato l'angolo arriva questo mostro libero e tranquillo; tranquillo per poco, il tempo che la sua padrona mi dicesse che non fa nulla, è buono!!
Mirtillo è molto veloce, ma aveva il guinzaglio, è riuscito a non farsi mordere nonostante il guinzaglio lo limitasse. Il collare che porta non è mai troppo stretto, dopo poco si è liberato scappando con il mostro che goffamente lo inseguiva. A quell'ora non passano molte macchine, ma quando riesco a rangiungerli vedo il mostro Silvio dall'altra parte della strada e Mirtillo seduto davanti al cancello di casa nostra. Proprio in quel momento sta arrivando una macchina, Silvio attraversa e viene investito. Per fortuna la macchina non andava troppo forte, gli si è rotto solo il paraurti, naturalmente il mostro Silvio non aveva neanche un graffio.

11 settembre 2011

Costruire un bollitore.

Non so come si potrebbe chiamare questo coso, per adesso lo chiamo bollitore.
L'idea nasce dal bisogno di avere un recipiente adatto da utilizzare per sterilizzare i barattoli e le bottiglie per le conserve.
Devo dare merito a Mattia per avermi indicato questo sistema con il bidone, anche se ho apportato alcune modifiche di realizzazione rispetto alle sue indicazioni.
Il procedimento per costruirlo è molto semplice, dal momento in cui mi sono procurato il materiale, il tempo per realizzarlo relativamente breve.

Materiale utilizzato: Bidone di lamiera da 200 litri, tubo e curva da stufa del diametro 120 mm., due cerniere, 7 viti autofilettanti.
Gli attrezzi necessari sono: smerigliatrice con disco a taglio per metallo, saldatrice, avvitatore (facoltativo), lima a ferro o disco per smerigliare, pennarello.

Realizzazione: Con il pennarello, tracciare una linea esattamente al centro del bidone per l'intera circonferenza.
















Taglire il bidone, con il flessibile, lungo la linea precedentemente tracciata, smerigliare i bordi per non incorrere a possibili ferite accidentali.
Appoggiare a terra la parte superiore del bidone (quella con l'imboccatura), prendere la parte bassa del bidone e appoggiarla sopra all'altra metà. Saldare per unire i due pezzi. Non è necessario che la saldatura sia perfetta e uniforme.
















Segnare con il pennarelo l'apertura che serve per inserire la legna nel bruciatore, le misure? ...fate un po' voi! tagliare con la smerigliatrice, e aplicare le cernire alla lamira precedentemente tagliata per reinserirla a mo di sportello.
















Dalla parte opposta dello sportello, nella parte superire del bruciatore, segnare con il pennarello un cerchio che ha la stessa circonferenza del tubo che dovrà servire come camino. Fare all'interno del cerchio tre linee in modo da formare sei triangoli. Tagliare con il flessibile lungo le linee ed alzare le linguette appuntite, come si vede nella foto. Inserire la curva e avvitarla con le viti auto filettanti alle linguette (ne bastano tre).
















Messo alla prova si è rivelato molto efficace, con estrema rapidità e con poca legna ha portato l'acqua a ebollizione.
Chi ha esperienza diretta nel bollire le cose all'aperto con il fuoco, sa che il fumo può essere molto fastidioso, specie con il vento. Con questo "coso" il problema non esiste più, in più si utilizza molta meno legna che non mettendo il recipiente sopra il fuoco aperto.

Non è utile solo per bollirci i barattoli, è ottimo anche per farci la lisciva, magari utilizzando le ceneri che rimangono dopo averlo adoperato. Ci si può sciogliere la cera, mettendola in un recipiente separato a bagno maria.